Ma in realtà si tratta solo di spam, che sfrutta l’avvenenza della celebre star promettendo un suo video senza veli. L’allarme era già scattato l’anno scorso: non vedrete nessuna immagine hot della moglie di Brad Pitt, piuttosto, quasi certamente vi troverete il computer infettato da un virus o un trojan.
A livello statistico sembra che il nome più gettonato tra gli spammers per indurre click fraudolenti sia proprio quello di Angelina Jolie.
Un report, del mese di Agosto, di Secure Computing, ne da ulteriori conferme.
Naturalmente, una volta aperto il messaggio e cliccato sul link all’interno, non si visualizza nessun filmato hard, ma si installa sul proprio computer un “trojan” (solitamente identificato con «Trojan.Crypt.XPACK.GEN») che trasforma il pc in una macchina zombie in mano agli spammers.
Attenzione anche ai messaggi che propongono Barack Obama e Paris Hilton: due nomi che vengono subito dopo la Jolie nella classifica del “celebrity spam” stilata da Secure Computing.
Nella top-ten sono poi presenti personaggi come Britney Spears, Jessica Simpson, Hillary Clinton, George Bush, Osama Bin Laden, Brad Pitt e Michael Jackson.
Dopo il lancio dell’ iPhone 3G è cresciuta la febbre delle applicazioni mobili, ogni impresa sul web ha lanciato una qualche app per non perdere l’ennesimo treno di innovazione mista a brand awareness. Questa volta è il turno di Digg, che ha lanciato la versione mobile del suo sito.
Digg non ha proposto una vera e propria applicazione, ma direttamente una versione mobile del sito, che non è stata pensata esclusivamente per l’ iPhone ma anche per Blackberry e altri.
Le features del sito mobile di Digg sono una visione multipla delle storie più popolari, una usabilità migliorata per surfare tra le storie e un pageload più veloce.
E l’utente può anche aggiungere storie ai propri Preferiti una volta loggato.
Il lancio della versione mobile di Digg coincide con un aumento del traffico sul sito grazie al nuovo recommendation engine, un connubio che certamente porterà a Digg enormi benefici, grazie soprattutto alle funzionalità e all’impatto del nuovo iPhone, che viene dipinto più come un personal computer che come un telefono.
Qui sotto, idati demografici per Paese degli utenti di Digg
Un bug in Sitemeter ha causato grossi problemi per gli utenti che usano Internet Explorer, gli utenti di Blogger di Google sono stati tra i primi a segnalare i problemi, venerdi alle 6 del pomeriggio ( Pacific Time ).
Il problema è stato parzialmente corretto, anche se senza un comunicato, una mail o comunque un modo di rendere noto il fix da parte di Sitemeter nei confronti della propria utenza.
Sitemeter mostra una lista di siti che utilizzano il servizio gratuito, e quest’elenco comprende: l’intera rete di Gawker Media, il gossip blog PerezHilton ed il popolare blog politico DailyKos. Tutti questi siti non riuscivano a caricare le pagine con Internet Explorer, mostrando solamente una blank page e riportando nella consolle degli errori un problema di connessione con sitemeter.com. Il problema, ovviamente, riguardava il codice javascript che viene inserito in ogni pagina.
Vari servizi di monitoraggio web, come Netcraft, non hanno riportato nessun downtime per questi siti, proprio perchè non si trattava di un problema di HTTP ma di Javascript e specifica del broswer Internet Explorer. E’ curioso che il sito sitemeter.com è rimasto attivo totalmente senza riscontrare nessun bug.
Dopo giorni di silenzio da parte di Sitemeter, un comunicato ha addebitato il bug a Internet Explorer di casa Microsoft: solo uno scarica barile oppure ci troviamo di fronte all’ennesimo malfunzionamento del fallimentare IE7?
Vi presento Cuil, un nuovo motore di ricerca, messo a punto e creato da due ex dipendenti di Google, Tom Costello e AnnaPatterson.
Le feature in evidenza riguardano il database, rappresentato da 120 billioni di siti, la tutela della privacy degli utenti in quanto gli indirizzi ip non vengono registrati per cui gli stessi non potranno essere mai ceduti a terze parti, un approccio del motore di ricerca semi-semantico per cui Cuil riconosce le relazioni tra le parole contenute in un sito web rendendo un migliore ranking all’interno dei risultati di ricerca.
Di primaria importanza, almeno a mio avviso, è il fatto che la pagina di Cuil è totalmente a sfondo nero, il che garantisce un risparmio energetico e meno fatica per gli occhi: totalmente in contrasto con l’home di Google.
I risultati della ricerca sono organizzati in maniera diametralmente opposta a quelli di Google, in una pagina chiara e riportati in modo da ricordare la prima pagina di un giornale più che la classica classificazione in colonna.
I risultati sono distribuiti su 3 colonne, la maggior parte con piccole immagini tratte dai siti.
Cuil, poi, suggetisce anche ricerche correlate elencate per concetti: ed è questo, credo, il luogo in cui approderanno le sponsored searches.
Ms Patterson ha affermato che queste ricerche correlate sono generate interamente dagli algoritmi utilizzati dal sito e non hanno nessuna influenza causata manualmente a livello di codice.
Di solito, le queries efetuate su Google vengono gestite da centinaia di terminali, l’intuizione di Tom Costello nel dare alla luce Cuil, sta nel fatto che il 90 % delle queries vengono gestite da un solo computer. Infatti Anna Patterson ha dichiarato che il suo Cuil ha effettuato ricerche su 120 billioni di pagine web utilizzando solo 140 servers.
Inoltre la stessa Anna ha riportato una stima di Yahoo: ” Ci vogliono ben 300 milioni di dollari per entrare nel business della ricerca, ma noi abbiamo un’architettura ...